IMU: Terreni Agricoli montani, ed è CAOS

A pochi giorni dalla scadenza del 16 dicembre per il versamento del saldo IMU, il decreto 28 novembre 2014 del Ministero dell’Economia, adottato di concerto con i Ministri delle Politiche agricole e dell’Interno, ridefinisce l’elenco dei Comuni che - a decorrere dall’anno d’imposta 2014 - beneficiano dell’esenzione dall’IMU sui terreni agricoli.

Ed è polemica sia sulla tassazione che sui comuni interessati

A neanche due settimane dalla scadenza del 16 dicembre, il decreto del Ministero dell’Economia (di concerto con i Ministri delle Politiche agricole e dell’Interno) del 28 novembre 2014 individua i Comuni nei quali, a decorrere dall’anno d’imposta 2014, trova applicazione l’esenzione IMU sui terreni agricoli. Il testo del decreto (DM 28 novembre 2014), è stato pubblicato sul sito del Dipartimento delle Finanze il 1° dicembre scorso.

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Il provvedimento dà attuazione all’art. 22, comma 2, D.L. n. 66/2014 (decreto IRPEF) che, modificando l’art. 4, comma 5-bis del D.L. n. 16/2012, ha ridefinito il perimetro di applicazione dell’esenzione IMU sui terreni agricoli situati in aree montane, prevista dall’art. 7 comma 1, lettera h), D.Lgs. n. 504/1992.

In precedenza, per l’individuazione di tali terreni bisognava fare riferimento all’elenco dei Comuni contenuto nella circolare ministeriale 14 giugno 1993 n. 9.

Successivamente, l’art. 4, comma 5-bis, D.L. n. 16/2012 aveva previsto che l’esenzione si applicasse limitatamente ai terreni ricompresi nell’elenco dei Comuni italiani predisposto dall’ISTAT, diversificando tra quelli posseduti da coltivatori diretti e imprenditori agricoli professionali, iscritti nella previdenza agricola, e gli altri soggetti. La norma in questione era, tuttavia, rimasta non operativa in assenza dell’apposito decreto interministeriale.

L’art. 22, comma 2, D.L. n. 66/2014 ha infine demandato al medesimo decreto interministeriale il compito di definire, con effetto dal 1° gennaio 2014, i Comuni nei quali trova applicazione il regime di esenzione dall’IMU, sulla base dell’altitudine riportata nell’elenco dei Comuni italiani predisposto dall’ISTAT, in maniera tale da ottenere un maggior gettito complessivo annuo non inferiore a 350 milioni.

A tal fine, il decreto suddivide i Comuni in tre fasce, sulla base dell’altitudine del centro cittadino.

In particolare, si prevede l’esenzione totale per i soli terreni agricoli dei Comuni localizzati ad un’altitudine (determinata con riferimento al centro cittadino) superiore a 600 metri.

I terreni situati in Comuni con altitudine compresa tra 281 e 600 metri, invece, sono esenti solamente nel caso in cui siano posseduti da coltivatori diretti e imprenditori agricoli professionali (IAP) di cui all’art. 1, D.Lgs. n. 99/2004 iscritti nella previdenza agricola. L’esenzione si applica anche nel caso di concessione dei terreni in comodato o in affitto ai predetti soggetti.

Il decreto, inoltre, prevede l’esenzione totale, a prescindere dall’ubicazione, sui terreni ad immutabile destinazione agro-silvo pastorale a proprietà collettiva indivisibile e non usucapibile.

Nessuna esenzione è prevista, infine, per i terreni ubicati in Comuni ad altezza minore o uguale a 280 metri.

Il D.M. 28 novembre 2014 stabilisce (art. 2, comma 4) che per i terreni diversi da quelli esenti, resta comunque ferma l’applicazione della vigente disciplina IMU e, in particolare, delle disposizioni di cui all’art. 13, commi 5 e 8-bis, D.L. n. 201/2011 relativi alla determinazione della base imponibile e alle riduzioni per i terreni coltivati.

Altitudine del Comune

Obblighi di versamento dell’IMU sui terreni agricoli

Fino a 280 metri

Tutti i proprietari sono tenuti al pagamento dell’IMU

Tra 281 e 600 metri

L’esenzione spetta limitatamente ai terreni posseduti da coltivatori diretti e IAP

Oltre 600 metri

Esenzione su tutti i terreni agricoli indipendentemente dalla natura del titolare

Le regole appena richiamate non si applicano con riferimento ai terreni situati nei Comuni della Provincia di Bolzano che ha istituito (in virtù della propria autonomia) l’imposta municipale immobiliare (IMI) in sostituzione delle imposte comunali istituite con leggi statali.

Imposta interamente a saldo entro il 16 dicembre

Una volta verificata la sussistenza dell’obbligo, i contribuenti sono tenuti a procedere al versamento in un’unica rata entro il 16 dicembre 2014, in concomitanza con la scadenza prevista per il versamento a saldo dell’IMU e TASI sugli altri immobili.

Al di là delle evidenti difficoltà connesse al ristretto margine temporale a disposizione per procedere alla liquidazione del tributo, tra i principali elementi di criticità si segnala la difficoltà connessa all’individuazione dell’aliquota di riferimento nel caso (tutt’altro che infrequente) in cui il Comune non abbia deliberato un’aliquota specifica.

Al riguardo, possono prefigurarsi alcune ipotesi.

1) Laddove il Comune abbia previsto un’aliquota ordinaria o residuale per gli immobili non ricompresi in precedenti categorie, sarà questa l’aliquota cui bisognerà fare riferimento per il calcolo dell’IMU sui terreni agricoli.

2) Diversamente, nel caso in cui il Comune non abbia previsto un’aliquota residuale oppure in mancanza di delibera, l’aliquota di riferimento sarà quella “statale” stabilita dal D.L. n. 201/2011, pari al 7,6 per mille.

3) L’aliquota del 7,6 per mille si ritiene applicabile, inoltre, nell’ipotesi in cui il Comune abbia deliberato l’esenzione sui terreni in mancanza del presupposto.

Nessuna novità, infine, per quanto concerne le modalità di calcolo dell’imposta, la cui base imponibile dovrà essere determinata in base alle regole ordinarie partendo dal reddito dominicale rivalutato del 25% e moltiplicato per 135 (oppure 75 qualora il terreno sia posseduto e coltivato da coltivatori diretti o imprenditori agricoli professionali iscritti nella previdenza agricola).

L’imposta a debito sarà calcolata applicando sulla base imponibile l’aliquota individuata in precedenza.

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